Morata

MORATA (di Mina e Marotta. Canta Marotta)

Morata Morata Morata
ti voglio bene non l’hai capita
Morata Morata Morata
se non guarisci non vivo più.

Morata Morata Morata
tutta la Spagna l’ho girata
Morata Morata Morata
ed ho trattato con il Real.

Scommetto che nessuno calcia come te
però chissà perché non lo dimostri a me
se tu potessi guarire un dì
io non sarei ridotto così.

Morata Morata Morata
così carino, ma che inculata
Morata Morata Morata
per mesi cinema a guardare film.

Scommetto che nessuno calcia come te
però chissà perché non lo dimostri a me
se tu potessi guarire un dì
io non sarei ridotto così.

Morata Morata Morata
ah, non avessi fatto sta cagata…
Morata Morata Morata
come lo spiego in società!
Morata Morata Morata
ti canto pure la serenata
Morata Morata Morata
speriamo di star nelle prime tre…
Morata Morata Morata
nemmeno Andonio voleva te.
Morata Morata Morata
ma non avevo soldi per Sanchez!

La fine della Compagnia

“…Dicono che i letti di Meriadoc e Peregrino fossero stati posti accanto a quello del grande Re. Allora Legolas costruì nell’Ithilien una barca grigia, discese il corso dell’Anduin e attraversò il Mare; con lui pare vi fosse Gimli il Nano e veleggiò fino alle Terre Imperiture. Quando quella barca si allontanò, finì di esistere la Compagnia dell’Anello nella Terra di Mezzo.”

Per chi (legittimamente eh) pensasse “che è sta roba? che sono sti nomi, i nuovi colpi di Thohir?”, questo è il passo conclusivo dell’appendice del Signore Degli Anelli, dove si descrivono gli avvenimenti successivi alla fine della storia vera e propria.

E niente, è un passo che trovo dannatamente rappresentativo di quello che sarà Chievo-Inter di stasera: la Storia (leggenda, poema epico, fate voi) dell’Inter Morattiana che ha vinto tutto, si è già chiusa da tempo, molti dei suoi protagonisti avevano già salutato più o meno bene, più o meno al momento giusto. E’ già iniziata la Quarta Era anche per l’Inter, dopo quella avvolta nel mito della Creazione, dopo quella epica di Moratti padre, comprendendo pure i trofei di Fraizzoli e Pellegrini, e dopo la Terza Era di successi, quella appunto appena terminata.

Restava un particolare non indifferente, per considerare chiuso il libro, ovvero gli ultimi superstiti del ciclo: Diego Milito, Walter Samuel, Esteban Cambiasso e Javier Zanetti. Ora ci siamo.

Javier Zanetti. 858 presenze oggi, dopo 19 stagioni dal suo arrivo. Recordman assoluto all’Inter, quasi anche fuori. Correttissimo in campo, mai una parola fuori luogo fuori dal campo. Autore di pochi goal, ma quasi tutti importantissimi, su tutti quello alla Roma, nel 2007-2008, che valse quanto i due di Ibra a Parma, per quello scudetto. Nell’estate del 1999, dopo la stagione disgraziatissima dei 4 allenatori, una mia amica lo incontrò al mare, e registrò su un vhs un saluto di incoraggiamento, diceva tipo così: “Allora Andrea, un saluto da Djerba, Giorgia mi ha detto che sei un grande tifoso dell’Inter, volevo dirte che anche se questa stascione è andata così, teniamo duro, di sicuro andrà meglio. Un abbrazo!”. Non avevo bisogno di questo, per continuare a tifare Inter, ovviamente, ma lo ricordo sempre perchè in quel video breve c’è tutto il Mio Capitano: gentilezza, sorriso, determinazione a fare meglio, rifiuto dello scoramento. Non sapeva crossare? e sti cazzi. Per quello c’era Maicon, in fondo. Lui gli guardava le spalle, e dava la carica. Ora farà il vicepresidente, le doti umane e morali le ha tutte, le altre può impararle, bene così.

Esteban Cambiasso. Il vice capitano, l’uomo d’ordine a centrocampo. Ma vi ricordate cosa dicevano quando arrivò a parametro zero dal Real Madrid? io si, erano rime o assonanze stupide, tra il suo cognome, quello di Burdisso, e… la forma cefalica di un gobbo non pentito post calciopoli, diciamo. E’ stato l’addio più inatteso, perchè si pensava che potesse restare come trait d’union tra l’Inter che è stata, e quella che sarà, almeno per un’altra stagione… e invece, forse, meglio così. Un saluto ora, dopo una stagione senza dubbio dignitosa, da protagonista, senza correre il rischio di un’altra annata da giocarsi su due fronti, finendo la benzina molto prima del traguardo ed essere addirittura fischiato. In ogni caso, è un arrivederci, lo ha detto Ausilio, lo ha confermato stamane Thohir: Cuchu, sgambetta pure un altro anno, se proprio vuoi, ma prendi in fretta sto patentino. Perchè le prossime indicazioni, con la stessa grinta con cui richiamavi alle posizioni in campo, all’Inter le darai – elegantissimo – in panchina.

Walter Samuel. Il difensore più forte e completo che abbia vestito la nostra maglia negli ultimi 25 anni almeno (prima, non saprei, non avevo l’età). Per me semplicemente esiste un’Inter pre-Wall, ed una post: quella pre, prendeva i goal più ridicoli, e li poteva prendere in qualunque momento. Quella post, terrorizzava l’avversario tipo al minuto numero 2, al primo intervento. Vale per lui lo stesso discorso del Cuchu, o almeno ci spero. Se aprisse una scuola calcio per difensori, credo si potrebbe comprare qualche ettaro alla settimana, vista la scarsezza raggiunta nel reparto, a livello mondiale. Se Thohir conosceva Ventola, spero si ricordi pure i Ferrari, Cirillo, Domoraud… e ne tenga conto, trovando un posto a Walter Samuel nei quadri tecnici dell’Inter di domani.

Diego Milito. 30 goal per fare la Storia e rimanere nella Leggenda. Non nascondo, anche se forse nel momento dei saluti non si dovrebbe, che dalla sciaugurata dichiarazione a Coppa dei Campioni appena sollevata, cambiò il modo di vederti, e non in meglio. Per 4 anni ho pensato “dovevamo venderlo subito”. Pensare o rimarcarlo ora, sarebbe una carognata, me ne rendo conto.

E allora sai cosa ti dico, Diego? che va bene così. Va bene tutto. Va bene quel rinnovo, va bene anche se non hai giocato poi allo stesso livello, se non per 6 mesi una stagione e 3-4 mesi in un’altra… perchè le storie belle, sono tali anche se non perfette. Perchè non avremo mai la controprova di niente. Perchè il calcio, come dice Albe, è emozione, prima che (molto prima che) numeri. E quelle emozioni, non ce le ha date qualcun altro al tuo posto, ma ce le hai date TU. E infine, porca pupazza, perchè vederti l’anno dopo il Triplete, su un volo Milano-Parigi low cost del venerdì sera come me, con tutta la tua bella famiglia al seguito, come dei turisti qualunque, mi fece pensare “minchia, questo è Diego Milito, e vola a due fila da me. Non butta i soldi nel cesso, viaggia con una famiglia normale… ma tenetevi i montati che fanno i divi, tenetevi, che io mi tengo Diego Milito”. E non ti chiesi l’autografo per non rovinare quella “normalità”.

Per tutto questo, semplicemente, quattro(mila) volte grazie di tutto.

L'ultimo saluto al Meazza della vecchia guardia...  (foto da FCInter1908.it)

L’ultimo saluto al Meazza della vecchia guardia… (foto da FCInter1908.it)

Operazione Cotoletta 2014 (seconda parte)

Ed ecco la seconda ed ultima parte del resoconto sui gozzovigliamenti pre-Stadio di Sabato, anche se ufficialmente era un torneo:

Terza giornata – riposa Interistisvedesi

DopoLavoroInter – Pro Secco 7 – 2
DL – Nonostante l’ “empatia emossionale” per il nome della squadra avversaria, nessuno sconto di DLI per i brasileiri di Prosecco che nella precedente partita avevano imposto il pareggio nei tempi regolamentari ai favoriti del torneo, i BellideRoma. Trascinati dall’ MVP della squadra (e, mi azzardo, dell’intero torneo) Matteo79, autore di una tripletta, i dopolavoristi si impongono per 7-2 rimontando lo svantaggio iniziale e dando una botta decisiva alla differenza reti (la discriminante fondamentale in caso di arrivo a pari punti nei più importanti tornei europei, come in EPL…)
PS – La partita del crollo psicofisico. Nonostante l’iniziale vantaggio grazie ad un goal del Divino, i Dopolavoristi hanno vita facile pareggiando immediatamente. La Pro Secco cerca di mantenere alto il baricentro, ma le voragini si aprono ovviamente nella metà campo difensiva portando in rapida successione alle reti 2, 3, e 4. Il livello (alcolico) della squadra è troppo alto per permettere qualcosa più della gestione delle legnate. Arrivano i gol 5 6 e 7. Il 7-2 finale è siglato di testa dal “Portiere di livello (abbiamo già scritto alcolico?)” che all’occorrenza è pure bomber e che con la media di 1 gol in 35” (il tempo passato fuori dalla porta) si conferma il Julio Cruz della squadra.

BellideRoma – Bausciacafè 3 – 0
BdR – Partita senza storia. I rappresentanti dell’InterClub, sulle ali dell’entusiasmo della vittoria nella prima partita del torneo mettono subito al sicuro il risultato, approfittando anche dell’inizio in sordina della squadra avversaria scarica evidentemente di energie psicofisiche spese nel suo rocambolesco precedente incontro del torneo, nonostante il turno di riposo di cui aveva comunque potuto usufruire. Le reti sono state realizzate ad inizio incontro dal centravanti Marco con un rimpallo da distanza ravvicinata e dal possente “Falstaff” su tiro da fuori appena qualche minuto dopo. Il terzo gol era ancora opera del claudicante, per via di una distorsione subita nei primi minuti di gioco, Alessandro. Tale infortunio peserà, e non poco, nel prosieguo del torneo, costringendo l’allenatore a rivoluzionare l’assetto di gioco di una squadra collaudata e già vincitrice ultimamente di numerosi tornei intercorsi tra i vari Inter Club del Lazio.
BC – La sosta e la preparazione pesante tagliano le gambe ai Bauscioni che si presentano in campo senza mordente e senza il fuoriclasse Tony alle prese con un problema al ginocchio sinistro. Gli spalti sono divisi a metà: da una parte si odono i primi “l’è minga bun” diretti un po’ a tutti i componenti della squadra, dall’altra le critiche vanno soprattutto all’allenatore in campo sgrigna, incapace di mantenere la squadra compatta e ordinata. A fine partita l’inevitabile esonero e passaggio di consegne con l’altro oriundo Frailmari.

Quarta giornata – riposa Prosecco

DopoLavoroInter – BellideRoma 4 – 2
DL – Partita di grande sofferenza e determinazione per DLI nella sfida decisiva con i BellideRoma. Difesa solida (AngelOne in versione Walter Samuel e Pollofifo in versione Lucio) e ripartenze veloci (con Giggioneggio sugli scudi) le chiavi della vittoria in una partita scorbutica che avrebbe esaltato Walter Mazzarri. Con il risultato in bilico fino all’ultimo minuto di gioco, è un gol di Pollofifo a fissare il 4-2 finale per DLI che costringe i BellideRoma all’unica sconfitta del torneo.
BdR – Sicuramente una delle partire più entusiasmanti del torneo con i BdR che tenevano testa alla squadra rivelazione dell’intera “Operazione Cotoletta” fino al 4-2 finale per i dopolavoristi, concretizzatosi soltanto a pochi minuti dal termine. L’incontro è stato caratterizzato dall’alternanza delle realizzazioni fino al risultato di 2 a 2 e da una lunga fase di rovesciamenti di fronte con una serie impressionante di legni colpiti. I gol dei BdR sono stati realizzati da l centravanti Marco e dal difensore Andrea spintosi in attacco su azione da calcio d’angolo. Inutile segnalare che fino al gol “tagliagambe” del 4-2 il forcing in attacco dei capitolini per raggiungere almeno il pareggio è stato veramente encomiabile.

Bausciacafè – Interistisvedesi 6 – 1
BC – Il cambio alla guida tecnica della squadra porta i risultati sperati. L’oriundo mister Frailmari dimostra chiaramente di aver sposato lo storico pragmatismo nerazzurro: “chi supera la metà campo è un uomo morto: difendiamoci e ripartiamo”. La squadra però, ancora frastornata dalla gestione-sgrigna, parte a fatica e subisce il forcing degli svedesi con Nk che durante la partita chiarisce a Sia i problemi nel gioco: “non capire cosa cazzo vi dite quando parlate è un casino”. Sono gli interistisvedesi infatti a passare in vantaggio, ma mister Frailmari tiene alta la tensione e impedisce lo scoramento: difesa e contropiede, difesa e contropiede, difesa e contropiede. Questa è la chiave per la vittoria: apre le danze Nk rubando un pallone a metà campo e concludendo con il tiro del pareggio, poi ancora Nk, due volte sgrigna e due volte l’ormai non più oriundo Frailmari, che realizza il 6-1 sul fischio finale al termine di un’azione dirompente su Sia: un’azione di rabbia, di caparbietà, di volontà, di puro cuore. Nerazzurro. Conversione completata.
IS – Volevano vincere, volevano vincere, ma l’hanno preso nel culo. La partita della veritá per il nostro traditore Sia. Un traditore particolare che non ha tradito per una rivale ma ha fondato una squadra nuova. Bauscia café iniziano con un catenaccio all’italiana. Svedesi confusi girano palla a mezzo campo senza sapere cosa fare. Prendiamo l’avantaggio, poi però non sappiamo gestire e invece di cattenacciare contro i catenacciari andiamo avanti per attaccare e al primo contropiede andiamo puniti. Stanchi andiamo verso la panchina per fare la sostituzione, però gli inglesi sono scappati e sulla panchina c’è solo la gnocca Babi ed il coach Nima. Bestemmie e gol presi fino all’umiliazione. Volevamo vincere….

Quinta Giornata – riposa DopoLavoroInter

Prosecco – Bausciacafè 0 – 5
PS – dopo l’agognato turno di riposo, i gialli rientrano in campo per la sfida finale con ben poche motivazioni di classifica, molto italiani in questo, e quasi in infradito. Questa partita verrà ricordata non tanto per un risultato del tutto trascurabile, e poco significativo, nell’insieme, quanto piuttosto per l’esordio della Wild Card Riccardo “Zio Mente”, in jeans e maglietta scura, concentrato in porta come il miglior Handanovic e volitivo anche da centrale improvvisato. Purtroppo, aveva già bevuto l’impossibile nei 4 turni precedenti, da spettatore. A bordo campo, nel frattempo, un indomito Sarasa si accasciava al suolo come il peggior Julian di Holly e Benji.
BC – una vittoria per raggiungere i Dopolavoristi a 9 punti, una vittoria per riconfermare il titolo vinto l’anno precedente. Bauscioni sempre più compatti dietro e pronti a velenose ripartenze orchestrate dai possenti Frailmari e NicolinoBerti (invalicabili pilastri difensivi) e finalizzate da sgrigna, Nk e Iltorto in stato di grazia dopo la cura ricostituente del nuovo allenatore. Il risultato finale parla chiaro, troppa la voglia di conquistare i tre punti contro i gialli con la testa già alla stagione successiva.

Interistisvedesi – Bellideroma 5 – 5
IS – Partita bella e pazza. Affrontiamo una squadra che si lamentava ad ogni contatto, che voleva sempre il fallo che poi pero hanno giocato bene. Dopo un po’ di cambi vanno in campo solo attaccanti, in gol c’è un portiere che preferisce segnare che parare cosi ad ogni tiro subivamo un gol. Bello che il fenomenino Jacob, Sia, Carl e Lukas ci pensavano ad segnare anche loro 5. Dopo aver andato in vantaggio i bellideroma abbiamo rimontato per tutta la partita che poi e finito 5-5. Pali, bel gioco e mancanza di culo ci ha fatto scappare una vittoria quasi certa.
BdR – La precedente sconfitta nel torneo, avvenuta sul filo di lana, non spegneva in ogni caso l’entusiasmo della squadra romana che era salita nel capoluogo meneghino con il dichiarato intento di vincere la competizione o comunque di ben figurare. Contro i giovani ed inesperti giocatori svedesi la classe ed esperienza dei BdR facevano rapidamente prendere il largo alla squadra sul punteggio di 5-3 conservato fino a pochi minuti dal termine. Le reti erano state realizzate da Umberto (su contropiede a porta vuota), da Stefano (su tiro in diagonale da fuori), da Andrea (su colpo di testa) e da Marco, autore di una doppietta. Nel finale le forze fresche dei giocatori stranieri (età media 24 anni) consentivano agli avversari di produrre un generoso forcing che vedeva capitolare per ben due volte nell’arco di pochi minuti la porta difesa da “Robin”, che si rendeva protagonista sull’ultima rete di un’imperdonabile leggerezza (ricordando “Batman” Handanovic nell’ultimo Inter-Parma 3-3): il portiere infatti, volendo bloccare la palla su di un tiro dalla lunga distanza invece che respingerla, se la vedeva sfuggire dalle mani e terminare in rete.

CLASSIFICA FINALE
Bausciacafè, DopoLavoroInter 9 pt; BellideRoma 6 pt;
InteristiSvedesi 4 pt;
Prosecco 1 pt.
(3 punti per la vittoria, 2 per la vittoria dopo i calci di rigore, 1 punto per la sconfitta dopo i calci di rigore. Per l’ultima partita si è deciso di lasciare il pareggio e 1 punto a testa)

E se qualcuno pensasse che tutto ciò è mero frutto della fantasia di uno o più dementi, che dire, siamo finiti pure in tv.
E se finisci in tv, allora esisti, fine.
Quindi beccatevi il video (grazie a Diego):  vimeo.com/m/95015966

In conclusione, grazie a tutti per le partite, corrette ancorché combattute. L’anno prossimo #vinciamonoi.
Cioè.
#almenounapartita.

Operazione Cotoletta 2014 (Prima Parte)

Rieccoci qua. Torniamo dopo un po’ anche a scrivere qualcosa sul blog, dopo esserci limitati negli ultimi mesi a Twitter, Facebook, incontri di persona e quant’altro…
E lo facciamo postando la prima parte del resoconto (scritto a 100 mani con i bloggers di Bauscia Cafè, Dopolavoro Inter, Belli di Roma ed Interisti Svedesi – SempreInter.com), della bella giornata passata Sabato scorso, prima di salutare il Capitano.
Incontrarsi dal vivo è da sempre “tantissima roba”, ma farci addirittura un torneo… Beh, siamo Interisti, che c’è da aggiungere?
(Questo blog era rappresentato in campo da chi vi scrive, ed a bordocampo da Laury, nel glorioso team denominato “Pro Secco”. Divisa sociale gialla. L’importante non era vincere ma partecipare, e comunque all’etilometro abbiamo vinto noi, pochi cazzi.)

Le squadre

Pro Secco: dal marcato accento veneto, ma non solo, composta da membri di spicco delle pagine Facebook “Se rinasco voglio essere interista…” ed “Internati.wordpress.com” con un paio di rinforzi twitteriani, rigorosamente neroblu. Ben 3 Andrea (Big Mama, Sarasa e Xaiz), 2 Stefano (Teto-Divino2 e Donato), Gaetano, Vasco e LAST-BUT-FIRST (Lady) Marianna, unica donna giocante del torneo. La squadra può vantare un portiere di assoluto livello (Andrea Big), ma tutti gli altri componenti sono punte o esterni: l’assenza di un centrale difensivo vero e proprio, alla lunga, si paga. E noi non abbiamo nemmeno aspettato questa famosa lunga.

DopoLavoroInter: 1 JulianRoss; 25 AngelOne; 9 Pollofifo; 5 Matteo79; 32 Mitch_FCIM; 18 Giggioneggio; Allenatore: Defilato all’ala; Addetto relazioni arbitrali: Il Val; Dirigenti accompagnatori: Nuanda77, Gdb e Perplessa. Tutti e 11 rigorosamente interisti… (e chi ha orecchie per intendere, intenda…)

Belli de Roma: squadra in rappresentanza dell’omonimo InterClub della Capitale. Per l’occasione la squadra è stata accompagnata nella trasferta milanese da una forte rappresentanza societaria costituita dal Presidente Fedele, dalla segretaria Lucia, dalla tesoriera Valeria e dal consigliere Danilo (mancava all’appello soltanto l’altro consigliere del Club, il Maestro Oldman, assente giustificato) e dai soci Luca, Sandro, (don)Diego e Sara, quest’ultima della neosezione distaccata dei BdR “Sabina Nerazzurra”. La formazione, allenata magistralmente dall’ex esterno d’attacco Sergio, soprannominato “Jair”, era composta dal portiere Davide, detto “Robin”, dal fluidificante Roberto,” il Capitano” (o “RC50”, il numero è anagraficamente esplicativo), dal centromediano metodista Alessandro, per gli amici “Falstaff”, dal difensore Andrea “118”, dalla mezzala Umberto “DJ”, dal centravanti Marco “Joe Cocker” e dal jolly Stefano” Mr. Fubles”.

Bausciacafè: fratelli del mondo, con lo scopo di diffondere l’interismo anche tra chi ha sbagliato fede alla nascita, i bauscia schierano i 2 oriundi Fra e Tony, oltre ai reduci della passata edizione sgrigna e iperappa. L’importante esclusione di Grappaevinci per non aver rispettato il codice etico è rimpiazzata da Nk e NicolinoBerti. Il punto di forza della squadra è il rientro di Iltorto dopo il prestito gratuito a DopoLavoroInter della passata stagione.

InteristiSvedesi: dalla Svezia scendono Sia, Jacob, Carl, Lukas, Danny, Anders, Ben e Mark in rappresentanza dell’Inter club Interisti Svedesi e anche del blog sempreinter.com

Girone all’italiana

Prima giornata – riposa Bellideroma

DopoLavoroInter – Bausciacafè 2 – 3
DL – Nella sfida inaugurale del #cotoletta14 si sfidano le due formazioni meno accreditate secondo i bookmakers (che dimostrano, come sempre, di non capire una mazza di calcio), Bauscia e DopoLavoroInter. Partita tiratissima che vede i blu di DLI passare in vantaggio nei primi minuti per essere poi rimontati e sorpassati grazie ad un tiraccio da fuori di Tony Balbi che trovava il portiere JulianRoss in versione divano e copertina di lana. 3-2 per Bauscia il risultato finale e sconfitta immeritata per DLI che, tuttavia, riuscirà a rifarsi nelle partite successive.
BC – Subito il match clou, gli arcinemici, la partita che può salvare la stagione. Iltorto con le polveri bagnate sembra smanioso di non farsi rimpiangere dagli ex compagni mentre è l’oriundo chef Tony a fare a fettine la difesa avversaria con due gol e un assist. Il forcing finale e la polemica per la partita terminata qualche secondo prima (dopolavoro lo volete il recupero?) non bastano a rimontare i Bauscioni.

Interistisvedesi – Pro Secco 5 – 3
IS – Un minuto prima della partita avevamo fame e volevamo bere. Una birra e un panino dopo eravamo pronti. 5 Svedesi, due inglesi pronti alla battaglia. Un buon inizio ci fa prendere l’avantaggio con Sia che va in gol. La squadra domina ed è solo il portiere di Prosecco che ci blocca. Facciamo un po’ di cambi e Prosecco che non aveva tirato una minchia quando vedono Sia in porta crescono. Poi il caldo, la birra e il panino si fa ricordare e subiamo 3 gol incredibili. Sia esce dalla porta e gli Interisti Svedesi con quasi nessuno in gol iniziano a cercare la rimonta che viene. Il fenomenino Jacob, i giovani e gli inglesi fanno 4 gol in 3 minuti per una rimonta incredibile che ci fa vincere 3 punti ma che ci punisce per il resto del torneo.
PS – inizio in salita per la squadra ad alto tasso tecnico ma soprattutto alcolico, contro i più accreditati amici Svedesi, che dopo pochi minuti si portano in vantaggio; un paio di salvataggi del portierone Andrea A. tengono viva la squadra. Due sorsi a testa consentono l’importante reazione dei Lombardo-Veneti, con 3 goal sviluppatisi sull’asse Teto-Vasco-Xaiz. La partita sembra in cassaforte, ma i nostri eccedono in sobrietà, e nei due minuti finali riescono nell’impresa di subire 4 (QUATTRO!) reti, l’ultima delle quali sfortunatissima, con salvataggio sulla linea di Gaetano che rinvia addosso a Sarasa, per un classico autogoal Materazziano.

Seconda giornata – riposa Bausciacafè

Interistisvedesi – DopoLavoroInter 3 – 6
IS – Avevo detto punisce? Entriamo in campo FINITI. Non abituati al caldo, che non si vede in scandinavia/inghilterra prima di agosto, soffrivamo. DLI giocano veramente bene e crolla tutto. La freschezza e la classe del giovane Jacob, la voglia e la corsa degli Inglesi, la cattiveria del resto della squadra non c’è e subiamo tre gol.Poi iniziamo la rimonta due gol veloci e bel gioco, che poi va punito dopo il kick-off, 4-2, partita finita mentalmente e a casa. Complimenti a DLI che hanno giocato una partita bellissima.
DL – Già partita da dentro o fuori per gli uomini di Mister Defilato all’ala, autore di una sonora strigliata (fortunatamente le telecamere di Inter Channel non registravano l’audio) dopo la prima sconfitta. Nonostante la prestanza fisica dei giovinotti svedesi, DLI si portava rapidamente in vantaggio di 3 reti (da segnalare il 3 a 0 di Mitch_FCIM in versione Palacio con tocchetto a scavalcare il portiere svedese in uscita dopo sontuoso filtrante di Matteo79-Kovacic). Tenuta a bada la veemente reazione degli Interisti Svedesi che si riportavano sul 3-2, la partita si concludeva con un tennistico 6-3 per DLI.

Prosecco – Bellideroma 2 – 2 (7 – 8 dcr)
PS – la comitiva romana si presenta con circa 120 elementi, ed appare fresca e riposata, vuoi per l’abitudine al caldo torrido, vuoi perchè per loro era la prima partita. La Pro Secco regge abbastanza bene, recuperando il doppio svantaggio grazie ai goal di Teto e Vasco. La partita si segnala anche per l’esordio nel torneo di Laura, super tifosa super assetata, che dalla panchina motiva la squadra ma inizia a far calare precipitosamente le riserve alcoliche. Ai rigori, ad oltranza, passano i Belli De Roma, al termine di una partita combattuta ma equilibrata.
BdR – La squadra della Capitale ha iniziato alla grande il torneo non mostrando l’emozione tipica delle gare d’esordio ed è andata rapidamente sul punteggio di 2-0 con gol in contropiede del velocissimo Roberto e con raddoppio su di un’azione confusa da calcio d’angolo di Alessandro “Falstaff”. La squadra si è però cullata un po’ troppo sugli allori e nella seconda parte ha dovuto subire la lenta ma inesorabile rimonta della compagine veneta, cui il caldo dell’afosa giornata ed i vapori etilici provenienti da bordo campo non avevano ancora annebbiato le idee. Nella lotteria dei calci di rigore il mister “Jair” sostituiva il giovane portiere “Robin” con il più esperto “Capitano”. La scelta si rivelava vincente: Roberto infatti parava 3 rigori, compreso l’ultimo tirato dalla prosecchese Marianna che si faceva ingannare dalle finte del fascinoso “Bello” de Roma sulla linea di porta.
(continua…)

Inter-Sassuolo 1-0: non siamo guariti

Immagine

Mazzarri rivoluziona la squadra rispetto a Torino: sceglie Samuel al posto di Campagnaro, dentro Guarin ed Hernanes come interni e fuori Kovacic e Taider mentre Milito rimpiazza l’infortunato Alvarez.

La partita stenta a decollare sopratutto per un gioco che non trova sbocchi nell’imbolsito Milito e in un Palacio non nella migliore versione. Guarin è l’uomo più in palla dei nerazzurri riuscendo spesso ad andare sul fondo o al tiro. Hernanes sciupa da buona occasione e subito dopo Palacio accelera ma il tiro, non irresistibile, di Milito viene smorzato dalla difesa del Sassuolo. Poi l’Inter trova spazio ma Palacio alza inspiegabilmente la palla costringendo Milito ad un controllo complicato solo davanti alla porta. Tutto sfumato. Berardi mette i brividi a San Siro con una bella punizione dal limite su cui Handanovic risponde presente. Finalmente i calci d’angolo (grazie ad Hernanes) vengono battuti decentemente e costituiscono un pericolo per la retroguardia di Malesani.

Nella ripresa proprio da una pennellata del Profeta arriva l’inzuccata di Samuel per il vantaggio interista. L’Inter sembra sciogliersi e giocare meglio per una decina di minuti senza, però, riuscire a pungere. Mazzarri manda sotto la doccia un Milito deludente lanciando Botta nella mischia. Hernanes da buona posizione centra Pegolo con un destro al volo dopo un contropiede sciupato malamente da Palacio. El trenza in altre due occasioni non riesce a concretizzare l’uno contro uno con Cannavaro. Nel finale Taider e Campagnaro fanno tirare il fiato a Kuzmanovic e Samuel(fondamentale la sua esperienza nel dare serenità ad una difesa sempre frenetica). L’Inter non rischia alcunché e porta a casa tre punti che danno respiro alla classifica e alla testa anche se i problemi non sembrano superati, sopratutto quelli in fase realizzativa e l’inutilizzo di Icardi inizia ad essere preoccupante (come sta?dobbiamo gravare sulle spalle di Palacio fino a quando?).

Pagelle:

Handanovic 6,5: una parata, non semplice e decisiva.

Rolando 6,5: piace sempre più, mai una sbavatura e pericoloso sui calci piazzati.

Samuel 7: decisivo al di là del gol, grande prova.

Juan Jesus 6: una serata senza patemi.

Jonathan 6: primo tempo di grande spinta, nella ripresa rifiata, non soffre mai Longhi.

Guarin 6,5: primo tempo veramente ottimo, fisico e testa. Cala ovviamente nella ripresa ma resta globalmente positivo.

Kuzmanovic 5,5: compitino, anzi poco meno del compitino.

Hernanes 6,5: suo l’assist del gol, sue un paio di fiammate importanti. Non eccezionale ma servirà la sua classe.

Nagatomo 6: anche lui non soffre Rosi ma sembra in un periodo non particolarmente brillante.

Milito 5: Sbaglia due gol, controlla spesso male, è fisicamente inadeguato.Insufficiente.

Palacio 6: evita l’insufficienza solo perché l’Inter vince. Continua a farsi il culo ma continua a sbagliare tanto negli ultimi metri.

Botta 5: delude dopo spezzoni veramente ottimi con Chievo, Genoa e Juve.

Taider e Campagnaro s.v.

Mazzarri 6. tanto da migliorare, non poteva non prendere questi 3 punti.

Immagina…puoi!

what_if

– “Se Fleming non avesse inventato la Penicillina, i batteri avrebbero ammazzato un sacco di persone”

Marcel Trevacoeur, Saint Brieuc

– “Se Gaetano Bresci non avesse ucciso Umberto I, Bava Beccaris avrebbe sparato ancora sui manifestanti a Milano”

Antonio ‘Toni’ Tovaglia, Lissone

– “Se Van Halen non avesse preso a suonare la chitarra, i Van Halen non avrebbero venduto nemmeno un disco”

John Kazzìnkulos, Atene

– “Se Stanley Kubrik non fosse nato, col cazzo che avrebbe girato 2001: Odissea nello spazio”

Gunther Mader, Salzburg

– “Senza reato non ci sarebbe processo, né sanzione”

Martin Amitraji, Mumbai

– “Se i piloti degli aerei non sapessero atterrare, morirebbero un sacco di passeggeri ogni volta”

Ole Martin Larsen, da qualche parte in Danimarca

– “Se non avessero inventato la ruota, i trasporti sarebbero stati molto più problematici”

Mimmo “Lester” Vanesio, Vilnius

– “Se l’unico anello non fosse stato gettato nelle fiamme del Monte Fato, Gondor non avrebbe vinto”

Justin Negrete, Guadalajara

– “Se Al Capone non fosse stato condannato, avrebbe continuato a delinquere a piede libero”

Gordon Mayotte, Minneapolis

– “Se non ci fosse stato lo sbarco in Normandia nel giugno del ’44, ora parleremmo tutti tedesco”

Phil Manicone, Philadelphia

– “Se non ci fosse stata calciopoli, l’Inter avrebbe continuato a non vincere”

Gian Piero Gasperini, Grugliasco

 

Note dell’autore

Tutti i personaggi riportati sono di pura fantasia.

Fantasia o realtà?

Incontro di pugilato, ultima ripresa, sul ring due pesi medi. I pugili si sono fronteggiati per tutto il match senza che nessuno sia riuscito a prevalere  sull’altro. D’altra parte si trovano in contrapposizione due modi di fare boxe molto diversi. All’aggressività e voglia di vincere di Enrico Toirio, più spregiudicato ma arruffone, si contrappone la buona organizzazione e la più spiccata attitudine alla difesa di Lucio Pandorelli. Di cazzotti veri se ne sono visti pochi e il tabellino dei giudici sancisce di fatto un’acclarata parità. Solo il guizzo di uno dei due potrebbe quindi decidere l’incontro, spostando gli equilibri da una parte. Quando mancano una manciata di secondi alla fine della dodicesima ripresa, Toirio decide che è giunto il momento di tentare il tutto per tutto: senza curarsi troppo della difesa si lancia all’assalto porgendo il fianco all’avversario che però, invece di provare ad approfittare della guardia bassa, preferisce indietreggiare. Destro, sinistro alla figura, poi un gancio e un montante al volto, infine un dritto d’incontro sul naso. Pandorelli incassa, accusa, cerca di allontanarsi dall’avversario, traballa e infine cade esanime al tappeto. A questo punto tutti attendono che l’arbitro inizi il conteggio, ma invece, incredibilmente, il giudice di gara scende dal ring, si dirige verso il tavolo della giuria, afferra il martelletto e suonando il gong decreta la fine dell’incontro. Toirio non si capacita, è sbalordito, poi però si rende conto. Si agita, urla, protesta, ma l’arbitro non vuol saperne di risalire sul quadrato, anzi, si dirige verso l’uscita. Incontro finito e parità tra i due contendenti. Toirio scende dal ring con uno stato d’animo che è un misto tra l’arrabbiato e l’incredulo e imbocca la strada degli spogliatoi. A metà del percorso viene quasi assalito da un giornalista che lo incalza con una serie di domande. Toirio sbotta: “Avete visto tutti! E’ una vergogna! Lo avevo steso, ma l’arbitro ha fatto finta di niente”. Il cronista però replica, quasi stizzito: “Eh, si, però Pandorelli si era difeso bene sino allora, mentre tu hai combattuto in maniera molto disorganizzata”. Toirio è ancora più incredulo e chiede all’interlocutore di ripetere. “Si, tu hai combattuto male, mentre il tuo avversario si è difeso bene. Non meritava di perdere”. L’incredulità lascia il posto alla rabbia, che diventa ira, collera, furia omicida e così Toirio scaglia un destro in pieno volto al malcapitato reporter che stramazza al suolo, mentre il prode Enrico riprende il cammino imprecando.

Scene così surreali non si sono mai viste e, forse, nella boxe non la vedremo mai. Nel calcio però, anche se sembra impossibile, questi situazioni si verificano più spesso di quanto non si possa immaginare. L’ultima volta proprio lunedì scorso.

Meditate gente, meditate…

Inter-Chievo 1-1: le pagelle

Handanovic: 5 – Praticamente spettatore non pagante. Si limita all’ordinaria amministrazione, purtroppo anche sul gol di Palosky, allungando il braccio e saltando il tanto di un foglio di giornale.
Campagnaro: 5,5 – Un po’ approssimativo in fase difensiva è però il più propositivo dei tre centrali, anche se con scarsi risultati. Non sembra più quello di inizio stagione e a tal proposito si consiglia il ritorno al paradenti azzurro.
(dal 43’ s.t. Botta: S.V. – Nonostante i pochi minuti in campo fa comunque in tempo a prendersi un calcio nelle palle in piena area di rigore. Niente penalty però. D’altronde non è fallo se calci la palla!)
Rolando: 6 – Forse il più sicuro e meno peggio del trio arretrato. Un po’ comica la scenetta in cui nei minuti di recupero tenta di addomesticare il pallone in cui era stato evidentemente inserito un coniglio.
Juan Jesus: 5,5 – Molto bravo nei recuperi. Peccato che spesso l’errore su cui mettere la pezza lo commetta proprio lui. Nelle uscite palla al piede ha qualche difficoltà di controllo. Lucio, abbandona questo corpo!
Jonathan: 6 – Parte bene, duettando spesso in fascia destra con Alvarez. Pennella un cross “divino” per la testa di Palacio, che però l’attaccante argentino non sfrutta a dovere. Alla distanza viene fuori la stanchezza e sparisce lui. D’altra parte anche Dio il settimo giorno ha avuto bisogno di riposare.
Kuzmanovic: 6,5 – Forse il migliore del centrocampo. Tocca tantissimi palloni, proponendosi e tentando di fare gioco. La sua fisicità in mezzo si fa sentire. Pronto per lo scambio con Matri!
(dal 39’ s.t. Taider: S.V. – Senza la cresta non è più lui!)
Cambiasso: 6 – Anche lui parte bene, ma poi cala alla distanza. Il tempo passa per tutti, ma fin che ne ha risulta essere il più intelligente tatticamente. Prima di uscire dal campo chiede meravigliato se non ci sia un errore. Mazzarri, trema!
(dal 19’ s.t. Milito: 5,5 – Poco assistito, si segnala solo per una sterzata delle sue. Vista la pioggia e l’assenza di qualcuno che lo baci, stavolta rimane tristemente ranocchio.)
Nagatomo: 6,5 – Molto bene in fase offensiva, sufficiente quando c’è da coprire, anche perché fortunatamente gli avanti del Chievo snobbano il suo versante. Segna 2 gol, ma arbitro e guardalinee evidentemente ieri sera avevano scommesso sull’under 2,5.
Alvarez: 6,5 – Torna ad essere tra i migliori in campo, soprattutto nel primo tempo. Sue le poche conclusioni verso la porta di Puggioni e l’assist per Nagatomo. La cosa più brutta della serata la fa presentandosi in campo con quella barba a chiazze!
Kovacic: 6 – Finalmente in campo da titolare, all’inizio pare un po’ spaesato. Col passare dei minuti riesce a ritagliare qualche giocata e alcuni buoni spunti. Nonostante le difficoltà è l’unico che prova a cambiare passo e saltare l’uomo riuscendoci ad intermittenza. Magari, aggiungendo un milioncino, lo si potrebbe dare ai cugini in cambio di Muntari.
Palacio: 5 – Dopo aver tirato la carretta per mesi, Rodrigo appare decisamente stanco e infatti corre e si muove molto meno del solito. Nel primo tempo, su cross pennellato di Jonathan, non inquadra la porta da ottima posizione, spedendo fuori di testa. Nella ripresa sparisce anche lui, come del resto gran parte dei nostri. Sui lanci sconclusionati dei compagni stavolta si rifiuta di farsi trovare in versione Forrest Gump.

Arbitro, guardalinee, assistenti di porta e quarto uomo: 8 – Una legge non scritta del calcio dice che favori e torti arbitrali alla fine della stagione si compensano. Ricordandosi che al Chievo è stato ingiustamente annullato per fuorigioco un gol regolarissimo nella partita contro i gobbi, essendo questa l’ultima di andata, decidono che è arrivato il momento di bilanciare non convalidando il secondo, regolarissimo, gol di Nagatomo. Bravi!

Lazio-Inter 1-0: mister, dove si va?

CONFERENZA STAMPA WALTER MAZZARRI

Partiamo dalla fine. Mazzarri, evidentemente stizzito per l’arbitraggio irritante di Damato, afferma che ”l’obiettivo dell’Inter non è mai stato la Champions”. Dallo studio di Sky Di Marzio, poco dopo, conferma: “Nessuno della nuova e della vecchia proprietà ha mai chiesto a Mazzarri il piazzamento Champions”.

Il passaggio ha enorme rilevanza perché denota da un lato l’arrendevolezza della vecchia proprietà (comprensibile che Moratti non abbia voluto svenarsi prima di passare la mano) e dall’altro denota un inquietante approccio della gestione Thohir (francamente incomprensibile), La rosa dell’Inter attualmente può lottare per un piazzamento Europa League sopratutto alla luce del passo insostenibile delle prime tre. E probabilmente l’Inter ce la farà a piazzarsi tra quarto e quinto posto. Il problema è ben diverso. La squadra sta subendo un’involuzione di gioco e di motivazioni. Ad oggi non si vedono grandi prospettive per la prossima stagione. E non potrebbe essere altrimenti se ad una squadra arrivata rovinosamente nona togli l’estro di Cassano per Belfodil e aggiungi i soli Campagnaro e Icardi (peraltro raramente disponibili). Il tecnico toscano ha precisato che in questi sei mesi ha valutato la rosa a disposizione, lasciando presagire l’avvicinamento ad uno sfoltimento che pare tuttavia improbabile.

Mazzarri era partito col piede giusto ridando convinzione e solidità alla squadra. Purtroppo alla prima capitolazione (contro la Roma) sono riapparsi i fantasmi dello scorso anno. Con fatica si è riacquistata un po’ di solidità per poi riperderla paurosamente. L’Inter appare una squadra fragile mentalmente anche nel corso della stessa partita. Ieri siamo partiti bene, molto bene. Alla prima sbandata , di Juan, la squadra perde sicurezza. Mazzarri evidentemente non pensava di trovare una situazione tanto complessa ma il suo voto al giro di boa non sarà alto come si pensava dopo una decina di giornate,

I giocatori hanno, come l’anno scorso, le loro grandi responsabilità? Direi di no. Io vedo gente che si dà da fare sempre e comunque. L’anello debole è individuabile in coloro che giudicano suddetti giocatori. Nell’Inter attuale c’è un grande attaccante come Palacio, un grande portiere, un buon giocatore (a fasi alterne) come Guarin, un talento come Kovacic e un ottimo difensore (non sempre disponibile) come Campagnaro. Per il resto di vaga tra lo sconcertante (Ranocchia, Kuzmanovic) all’altalenante cronico (Juan, Alvarez). Ora bisogna capire dove si vuole arrivare a maggio e poi agire di conseguenza sul mercato. Se l’obiettivo è il piazzamento Uefa andiamo benissimo così, altrimenti servono un paio di innesti di grande qualità.

Della partita di Roma voglio raccontare veramente poco o niente. Tanta mediocrità da ambo le parti. La Lazio che fa barricate. Damato che non vede un rosso clamoroso per Dias e nemmeno un rigore solare su Rolando. Poi Nagatomo e Ranocchia confezionano un gol impossibile e tutti a casa.

Pagelle

Handanovic 6, Ranocchia 4.5, Rolando 6.5, Juan 6, Jonathan 5, Kuzmanovic, 5, Cambiasso 5, Alvarez 5, Nagatomo 5, Guarin 5.5, Palacio 5 (Milito 5.5, Kovacic 5, Zanetti s.v.), Mazzarri 5.

Mi fai tremare il cuore, mi fai smettere di respirare.

Sento un rumore continuo e assordante che tuona dentro la mia testa e mi fa battere le tempie. Ho gli occhi serrati, e in quei minuti cerco di capire cosa sia questo suono. Le tempie mi fanno malissimo, sento la faringe che brucia e penso di avere uno stato di disidratazione tale da perderci la vita. Hangover? Non mi ricordo di essermi sbronzata. Ma che cazzo è sta musica? Ah, si, è la sveglia cazzo. Cerco di aprire gli occhi e constato che uno strato di colla non facilita l’azione: non vedo niente. Con la mano tento di raggiungere il telefono, ma sono cosi delicata che me lo faccio piombare sulla testa. Molto bene. Mi alzo.

Allo specchio quasi mi spavento, quando mi accorgo di avere della colla nera intorno agli occhi. Qualcosa mi dice che la sera prima non mi sono struccata, eppure io lo faccio sempre. Guardo l’orologio: le 7:05. Porca troia, l’ultima volta che l’avevo guardato erano le 3. Non ho dormito un cazzo. Mi dirigo a fare colazione, c’è mio fratello in cucina.

“Ciao Laura” “….” “Laura?” “….”. Al terzo tentativo mi esce un filo di voce. Mio fratello mi guarda con la stessa faccia con cui si guarderebbe un trans con gli occhi pieni di mascara colato appiccicaticcio che cammina in maniera scomposta. Oh cazzo, forse perché veramente sembro un trans con gli occhi pieni di mascara colato appiccicaticcio che cammina in maniera scomposta. Mi siedo con la mia tazza di te, e realizzo.

Un sorriso avvolge il mio volto [di merda]. Sospiro. Rodrigo.

Faccio colazione. Vado in bagno. Mi strucco e mi ritrucco e noto che divento immediatamente radiosa. Rodrigo. Apro tuitter. Rodrigo. Apro Faccialibro. Rodrigo.

Sono in macchina. Suona il telefono. “Laura? Aveva detto che passava a ritirare il regalo alle 8:30, dove è?” Oh cazzo, il regalo. Mi dirigo a ritirarlo. Ho la testa sulle nuvole. Sorrido. Rodrigo.

Arrivo in laboratorio. Comincia la mia giornataccia dell’antivigilia, mi sento confusa, sulle nuvole. Sembro una neo-arrivata che non sa più dove sono le cose. Sono sulle nuvole. Rodrigo.

Mi suona il telefono, è casa. “Laura? Ma perché hai preparato il caffè, l’hai versato nella tazzina e poi l’hai mollato di fianco alla porta di ingresso?” “Oh cazzo, mi sono dimenticata di berlo!”. Io che mi dimentico di bere il caffè, c’è qualcosa che non va. Sono proprio sulle nuvole. Sospiro, sarà merito suo, Rodrigo.

Faccio esperimento, ad un certo punto prendo in freezer un anticorpo e boom, due secondi dopo è sparito. Ma dove è? Niente, lo cerco in ogni dove. Magia, è sparito. Stranamente non sono aggressiva verso la sfiga, ma sorrido. Ne tiro fuori un altro. Tre ore dopo sento qualcosa dentro lo stivale, ah si, ecco dove era finito quel dannato anticorpo. Eh, ma sono proprio sulle nuvole oggi.

La sera devo andare a cena in piazza duomo. Arrivo a parcheggiare ed è pieno di parcheggi liberi. Li guardo uno ad uno ma non parcheggio, perché ho la testa sulle nuvole. Svegliati Laura. Parcheggio. Vado a pagare la sosta al parchimetro. Comincio ad inserire i soldi e magicamente l’orario passa dalle 20:30 alle 8:15. Ma come è possibile? Con soli 10 centesimi? Non capisco. Ho la testa sulle nuvole. Dopo 10 minuti in cui osservo in maniera ossessiva il parchimetro realizzo che ho pagato fino alle 8:15 si, del giorno dopo. Ma perché ho la testa cosi sulle nuvole oggi?

Finisco la cena, torno a casa. E’ l’una e trenta e il giorno dopo avrei avuto la classica sveglia alle 7 del mattino. Rifletto sul mio stato di rincoglionimento della giornata.

Ed è a quel punto che mi ritornano in mente tutte le immagini. Mi ritorna in mente l’ansia del giorno prima, come solo un derby può dare. Mi ritorna in mente l’attesa al baretto, fino a quando alle 20 “Dai cazzo entriamo”. Mi ritorna in mente l’ansia durante la partita, passata tutta avvinghiata al braccio di Sarasa che, pover uomo, è stato stritolato per 90 minuti. Mi ritorna in mente la rabbia, al rigore non dato a Palacio. Mi ritorna in mente la voglia di battere quelle merde, durante tutto il secondo tempo. Mi ritorna in mente l’ansia, la voglia di vincerla. Mi ritorna in mente il tacco di RO DRI GO all’86esimo, il goal piu bello della stagione, segnato ai cugini proprio sotto di me. Mi ricordo Rodrigo che mi corre incontro [perché si, stava correndo incontro a ME] ad esultare. Mi ricordo il pensiero del “mio dio, batterli cosi sarebbe bellissimo”. Mi ricordo l’ansia, in quei dannati quattro minuti di recupero. Mi ricordo Muntari-pezzo-di-merda che rappresenta in pieno lo stile Milan. Mi ricordo la gioia al fischio finale. Mi ricordo Snis che ci corre incontro e la gioia con cui ci abbracciamo. Mi ricordo la voglia di non uscire più da San Siro, come oramai non accadeva da tanto, troppo tempo. E siamo rimasti lì, a cantare che C’E’ SOLO L’INTER, a ricordare ai cugini che IO NON RUBO IL CAMPIONATO ED IN SERIE B NON SON MAI STATO. Mi ricordo la voglia di una serata che non volevo finisse mai. Mi ricordo me stessa che al baretto è in grado solo di abbracciare tutti urlando RODRIGOOOOOO. Mi ricordo perché ho perso la voce. Da quanto non succedeva?

Ed è in quel momento che realizzo. Realizzo perché sono stata tutta l’antivigilia con la testa sulle nuvole. Perché emozioni cosi era tanto, troppo tempo che non le provavamo più, ed è stato tutto bellissimo.

Perché non sarà derby da scudetto, non giocheremo la Champions, tutto quello che volete, ma vincere così un derby era il regalo più bello che potessi ricevere per Natale.

E allora grazie ragazzi, grazie Mister. Grazie di avermi fatto riprovare quella sensazione di testa sulle nuvole, come solo tu, cara Inter, quando vuoi, sai fare.

Buon Natale a tutti, e MILANO SIAMO NOI.

RO-DRI-GO!

Laury arrivo!

Laury arrivo!